NEWS: 59 alla terza – EPISODIO FINALE

Numeri impressionanti, quelli archiviati da Enzo Caporaso all’evento 59 alla terza.
Intanto quei tre “59” che l’atleta torinese ha provato a mettere in sequenza: 59 come il suo anno di nascita, 59 come gli anni compiuti a luglio ed infine 59 come le ultramaratone da 44,204 Km ciascuna, che Enzo ha corso ininterrottamente dal 14 settembre all’11 novembre.
Questi i numeri:
– 2.608,832 km percorsi
– 310 ore corse, pari a quasi 13 giorni complessivi;
– 177.000 calorie bruciate con un calo di peso di circa 6 Kg;
– 7 paia di scarpe utilizzate;
– 7 i Kg di pasta consumati di prima mattina, da aggiungere ai 9,5 di carne del pasto serale,
il tutto nei 59 giorni della sua sfida.
A guardare questi numeri viene da chiedersi dove abbia trovato la forza per arrivare in fondo!

D: “Dover correre un’ultramaratona al giorno per 59 giorni consecutivi, non ha mai pensato di smettere?
R: “Non ho mai smesso di pensarci!”.
Una risposta che la dice lunga sulla tenacia di Caporaso, che non ha mollato nemmeno quando alla terza settimana è stato afflitto da una dolorosissima periostite tibiale, che ai più aveva fatto temere il peggio, ma non a lui, che ha stretto i denti recuperando a tempo di record.
Con il traguardo raggiunto, l’atleta torinese, già inserito tra le eccellenze dello sport cittadino, corona il suo terzo Guinness World Record.

In qualche modo dopo aver collezionato i tre 59 necessari, ho aggiunto anche il 3 dell’elevazione a potenza, così ora il cerchio è chiuso!” scherza Caporaso visibilmente soddisfatto.
La soddisfazione maggiore ottenuta centrando l’obbiettivo è avere dimostrato che il trascorrere degli anni non può e non deve essere un limite per l’essere umano; si può anche invecchiare bene, in salute, ed in questo lo sport è la migliore medicina.
Da domani, la sua vita scandita per due mesi da giorni in fotocopia potrà riprendere il corso normale, ma anche in questo caso il recordman ha le idee chiare: “Ho già iniziato a scrivere un nuovo libro che racconterà questo tris di record. Inizialmente non era una cosa che avevo in programma, poi ho ricevuto diverse pressioni per mettermi al computer e alla fine ho ceduto. Magari il testo potrà tornarmi utile anche all’interno di un altro progetto che seguo…

D: “Di che si tratta?
R: “Grazie a questa dimostrazione di come ‘volere è potere’ ho potuto finalmente lanciare un innovativo programma di formazione del personale, un percorso motivazionale teso a fare correre una maratona a dipendenti particolarmente indolenti, già proposto a diverse aziende con un successo oltre ogni più rosea aspettativa. Il progetto si chiama Mens sana in corpore sano: il nome non sarà originale, ma è certo efficace.

D: “E il suo lavoro in Mc Donald’s?
R: “E’ il posto di lavoro che tutti desidererebbero: ambiente giovane, dinamico, ma soprattutto un’azienda molto attenta ai temi della salute e dello sport, tanto da fornirmi un appoggio incondizionato alla mia richiesta del tempo necessario per tentare il record, atteggiamento che sono certo non potrà mutare in futuro.
D: “In ogni caso tornare a una vita “normale” dopo 59 giorni da protagonista non pensa potrà crearle nostalgia?
R: “Resto convinto che essere una persona normale è sicuramente la cosa più bella che ci possa essere. Chi è che non è capace di stupirsi di fronte ad un evento straordinario? Tutti, abili e arruolati. Ma forse il segreto sta proprio lì: bisognerebbe imparare ad apprezzare il piacere dell’ordinario, scoprire al suo interno la moltitudine di infinite parti straordinarie che lo compongono e poter essere così finalmente felici. Certo un po’ di nostalgia è possibile possa fare capolinea: tanti sono stati gli amici che hanno condiviso con me questa straordinaria avventura… Tutte storie che raccoglierò nel nuovo libro!

D. “Ha già in mente il titolo?
R: “Il mio primo libro si intitolava “Ma chi te lo fa fare?”, in onore della domanda che con maggior frequenza riceve un podista. Volendo rimanere in scia, la seconda domanda più gettonata è: “Hai corso la maratona di New York?”. In verità non ci ho ancora pensato, ma potrebbe essere un’idea!

Staremo a vedere. Intanto su mister “una ne fa cento ne pensa” è già trapelata una notizia che lo vorrebbe sul ring per coronare un quarto Guinness, vale a dire quello del combattimento del pugile professionista più longevo di tutti i tempi.
Sarà vero o si tratta di un’idea balzana di quelle che lasciano il tempo che trovano? Non si sa, intanto trattandosi di Caporaso, per prudenza gli amanti della noble art sono già alla ricerca dei biglietti!!!

Per la cronaca, oggi Enzo Caporaso ha terminato in 4h.33′, miglior tempo sulle 59 prove, ed ultimo giro dei 1.254 corsi complessivamente, in 10′.09″, che è risultato il più veloce di tutti.

Il sipario di 59 alla terza è calato alle ore 17.00 con la cerimonia di chiusura nel segno delle donne, presenti Serena Imbesi, Vice Presidente del Consiglio comunale, Maria Rosa Boaglio, Presidente del Comitato Regionale Fidal, Francesca Troise, Presidente Circoscrizione 3 e “madrina” dell’evento e tanti altri ospiti.