Il week end del 22/23 aprile è stato per gli amanti delle ultra distanze, il week end della 24 ore di Torino.
Andati in archivio i risultati delle tre prove previste dall’evento (6 ore – 24 ore – 100 Km), restano le emozioni di partecipanti e organizzatori che lasciano spazio ad alcune riflessioni.
La prima è che la fama di questo evento ha ormai varcato definitivamente i confini nazionali, ne sia prova la massiccia presenza di atleti stranieri, due dei quali capaci anche di arrivare a podio come l’irlandese Anne Jeggins nella 24 ore, seconda classificata con 190 Km.190 m, misura con cui stabilisce il nuovo primato personale e il tedesco Gunter Marhold, già vincitore nel 2014, giunto quest’anno in terza posizione.
Le nazioni più distanti che hanno raggiunto Torino per questa nona edizione della 24 ore sono state Tailandia con Tanklang Yupin, atleta però tesserata con la Stars atletica Bergamo, la società presente col maggior numero di atleti (11) e gli USA da dove è giunto Bill Heldenbrand classe 1946.
Questa tendenza ad essere una delle 24 ore più apprezzate d’Europa è un’eredità che deriva dai tre anni investiti dagli organizzatori (ASD Giro d’Italia Run) per portare il mondiale di specialità proprio a Torino, culminati poi col clamoroso successo dei mondiali disputati proprio tra i viali del Parco Ruffini nel 2015.
Tornando al week end del 22/23 aprile vale la pena segnalare alcuni risultati di rilevanza mondiale, vera e propria ciliegina sulla torta di un week end entusiasmante.
Partiamo da Marco Bonfiglio, ultramaratoneta di caratura internazionale, secondo lo scorso anno alla mitica Spartathlon e con un palmares zeppo di vittorie e risultati straordinari.
Marco che gareggiava nella sezione delle 6 ore, vincendo con 86 Km 789 m, ha stabilito la miglior prestazione mondiale del 2017. Marco è un Numero 1
Tarcisio Fresia, classe 1946, ha stabilito invece la seconda prestazione mondiale di tutti i tempi della sua categoria (SM 70). Tarcisio ha concluso l’incredibile distanza di 200 Km, 321 m, un risultato appena di 766 m inferiore a quello dell’attuale detentore, il francese Vuillemenot Roland. A parziale consolazione per l’agguerrito medico biellese resta oltre al record Nazionale di categoria, il virtuale primo posto che gli deriva da 7 mesi di anzianità in più segnati all’anagrafe rispetto al rivale d’oltralpe. Il prestigioso sito http://statistik.d-u-v.org/, assegna infatti a Fresia dopo la comparazione del “fattore età”, il primo posto con: 273 Km, 513 m per l’italiano contro i 271,556 del francese. Tarcisio è un Numero 1
Il vincitore Valter Audisio, oltre ad un risultato di tutto rispetto (214 Km.578 m), quarta prestazione italiana maschile 2017, ha il merito di aver centrato un traguardo di eccellenza e vittoria all’esordio in questa specialità.
In realtà Valter un’esperienza in ultramaratona l’aveva già vissuta, ma sulla distanza dei 100 Km, nel 2010.
Valter è un Numero1
E tra i numeri 1 spetta un posto di diritto a Silvia Caraffa Braga, la biondissima atleta che veste i colori del Giro d’Italia Run. Silvia pare essere una predestinata. Convertita all’ultramaratona dal suo scopritore Enzo Caporaso, ha vinto al suo esordio la 6 ore di Torino 2016. Sempre all’esordio sulla distanza poi, si è ripetuta sempre nel 2016, vincendo la 100 Km delle Alpi e lo scorso week end, ancora una volta all’esordio, è stata capace di vincere, regolando agguerrite contendenti come l’irlandese Jennings o l’azzurra Serena Natolini e tutto ciò realizzando con 195 Km.519 m, la quarta prestazione femminile italiana dell’anno, Silvia è una Numero 1.
Abbiamo posto a questi quattro protagonisti la seguente domanda, adeguandola per ognuno al traguardo superiore sfuggito loro per un soffio: “dove pensi di aver perso la distanza che ti mancava per migliorare la tua già straordinaria performance?”
Marco Bonfiglio: “Sono contento del traguardo raggiunto. La 6 ore non è la mia gara semplicemente perché non amo correre su circuito. Di solito alle 6 ore vado per allenarmi, raggiungo i Km di una maratona e mi fermo. Questa volta invece ho scelto di provare ad impegnarmi e non sapevo minimamente quanto valesse la miglior prestazione mondiale assoluta. Grazie anche al tracciato del Parco Ruffini, meraviglioso, l’idea del circuito non mi ha afflitto e così sono riuscito a realizzare la miglior prestazione mondiale 2017. Per quest’anno ho altri programmi (Badwater e Spartatlhon), in futuro magari potrei farci un pensierino e visto che a Torino mi trovo cos’ bene perché non tentarci qui”
Tarcisio Fresia: “Ero fermo al record del tedesco Schippels, che era di poco più di 194 Km, poi è sbucato a sorpresa il francese ma sono contento lo stesso. A saperlo prima un paio di soste in meno e avrei coronato il record, 766 m in fondo sono meno di 6 minuti. Se si considera che nell’ultima ora sono stato in grado di fare ancora 10 Km e che qui nel 2015 corsi per 209 Km, magari spazio per un po’ di rammarico ci starebbe, ma io corro per divertirmi, per dimostrare che è possibile invecchiare bene e qui mi sono divertito tantissimo in compagnia di tanti amici, primi su tutti gli organizzatori, persone eccezionali”
Valter Audisio: “Non saprei cosa dire, non me ne sono nemmeno reso conto di aver corso per 24 ore. Vista a posteriori è stato facile, credo di poter migliorare e per questo sto già pensando alla mia prossima 24 ore, poi capisco che questo è un mondo dove la programmazione è fondamentale e dunque staremo a vedere. Una cosa è certa stavolta non passeranno 7 anni prima di ritornare ad un’ultradistanza”
Silvia Caraffa Braga: “Sono felicissima, quando Enzo (Caporaso n.d.a.) provò per la prima volta a convincermi a correre un’ultra ero molto scettica, poi sono arrivati i risultati e sono stata perfino selezionata per partecipare a Spartatlhon. Mi aveva detto anche che la gara più bella da correre era la 24 ore e devo dire che anche stavolta mi trovo totalmente d’accordo con lui. Purtroppo ho avuto una crisi di stomaco verso l’undicesima ora è il riacutizzarsi di un precedente dolore tibiale che mi ha accompagnato dalla 18° alla 20° ora, poi fortunatamente mi ha dato tregua e sono riuscita a finire bene, sempre col sorriso stampato in faccia. 200 Km …e chi può dirlo? certo la prossima volta che correrò una 24 ore li metterò nel mirino”
Correre per 24 ore è certamente un’impresa faticosa, ma anche organizzarla non è un compito da meno. La macchina organizzativa ha funzionato alla perfezione con grande soddisfazione di tutti. Merito di questo successo va ascritto alle decine di volontari che per 48 ore si sono spesi affinchè ogni tassello del complesso mosaico fosse al suo posto. I volontari sono Numeri 1.
E di numeri 1 è pieno il Piemonte dell’ultramaratona capace di fornire nell’ultimo decennio diversi atleti di punta alla nostra Nazionale come il pinerolese Osvaldo Beltramino, il canavesano Stefano Montagner, per non parlare del cuneese Paolo Rovera, solo per citarne qualcuno.
La vocazione di Torino e del Piemonte per l’ultramaratona, affonda le sue radici in tempi lontanissimi.
Fu proprio a Torino infatti, nel 1963, che prese il via la prima ultramaratona disputata in Italia.
Nata dall’intuizione di Fortunato Frazzetta, 18 pionieri nel 1963 presero il via dal capoluogo sabaudo con meta Saint Vincent in Valle d’Aosta. Da allora e fino al 1986 la corsa crebbe fino a contare migliaia di partecipanti. Purtroppo nel 1986 calò la parola fine sulla corsa che per lungo tempo lasciò un vuoto tra le migliaia di appassionati nei quali era rimasto vivo il desiderio di correrla ancora.
Per il ritorno dell’ultramaratona in Piemonte, bisognò attendere il 2009, anno in cui presero vita la 24 ore di Torino e la 100 Km delle Alpi, che fino allo scorso anno, sebbene su un percorso diverso, ripercorreva le orme di quella prima 100 Km, partendo da Torino per terminare la sua corsa a Saint Vincent.
Torino in questi 9 anni ha saputo guadagnarsi il ruolo di Capitale Italiana dell’ultramaratona.
Sono infatti tre gli eventi che gli appassionati possono scegliere per mettersi alla prova su ultra distanze:
Marzo – 6 ORE di TORINO
Aprile – 24 ORE di TORINO
Ottobre – 100 Km delle ALPI
Un portfolio unico che ha consentito fino ad oggi l’esordio di decine di nuovi ultramaratoneti.
Il prossimo appuntamento targato TO, per gli appassionati di lunghe distanze sarà dunque la 100 Km delle ALPI il prossimo 7 ottobre, che presenta quest’anno una grossa novità.
La 100 Km delle Alpi ha saputo farsi apprezzare in questi anni, per la bellezza di un percorso capace di offrire alla vista di partecipanti e accompagnatori, paesaggi mozzafiato e veri tesori d’arte.
Unico neo di tanta ricchezza l’ultimo tratto sulla statale 26 verso il traguardo di Saint Vincent, in verità a tratti poco indicata per il passaggio dei partecipanti, soprattutto nelle ore notturne.
Ecco allora il desiderio degli organizzatori di cancellare quel difetto e studiare una soluzione che non privasse i tanti appassionati di questa corsa del loro percorso.
La soluzione è stata trovata e così quest’anno la gara una volta giunta a Tavagnasco, ultimo paese attraversato prima di imboccare la statale 26, cambierà direzione e prenderà la via del canavese per terminare la sua corsa a Foglizzo.
La scelta di sposare la gara che ha raccolto l’eredità della più antica ultamaratona nazionale con Foglizzo non è casuale. Infatti a Foglizzo da 45 anni si corre la: 4 Giorni internazionale di Foglizzo www.prolocofoglizzo.it
Si tratta di un keremesse podistica dove per 4 giorni i partecipanti, accolti da un clima di festa, possono dare sfogo alla propria voglia di correre scegliendo tra le varie distanze proposte quotidianamente: 42 Km 21 Km 10 Km, il tutto condito da servizi finali da grande evento.
Vieni a provare l’accoglienza di cui e capace Foglizzo i prossimi 24 – 25 – 26 – 27 agosto, la stessa accoglienza che ritroverai il 7/8 ottobre alla 100 Km delle Alpi.